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Scena Reggae

Morgan Heritage

I Morgan Heritage in Italia dopo il Grammy 2017 con Avrakadabra: la royal family del reggae, tre date estive e il ricordo del tour.

A five-piece vocal group singing in harmony on a festival stage with warm golden backlight.
A five-piece vocal group singing in harmony on a festival stage with warm golden backlight.

Quando la pagina originale di questo dominio annunciava, il 10 maggio 2019, l'arrivo in Italia dei Morgan Heritage per tre date di luglio, il tono era quello di chi sa di avere tra le mani qualcosa di raro. La band giamaicana, allora fresca del successo internazionale di Avrakadabra, rappresentava e rappresenta ancora la prova che il roots reggae può rinnovarsi senza perdere la propria linfa. Questa versione restaurata ripercorre la storia della royal family del reggae e il significato di quel passaggio italiano.

Una famiglia cresciuta sul palco

I Morgan Heritage sono, prima di ogni altra cosa, una famiglia. I figli del cantante Denroy Morgan, una voce rispettata della scena reggae americana degli anni Ottanta, si sono formati sul palco fin da giovanissimi, sviluppando un'intesa vocale che nessuna band costruita a tavolino può imitare. Peetah, Gramps, Mojo e gli altri componenti portano nella musica un'educazione che viene direttamente dalla tradizione delle grandi family band giamaicane e americane: le armonie, il gospel, il rispetto per la forma della canzone. È per questo che il loro nome circola da decenni con l'appellativo di royal family del reggae, un titolo che non hanno comprato ma guadagnato album dopo album.

Strictly Roots e il Grammy

Il punto di svolta della carriera internazionale arriva con Strictly Roots, il disco con cui i Morgan Heritage vincono il Grammy come miglior album reggae. È un riconoscimento che conta doppio, perché arriva in anni in cui il reggae mainstream tendeva all'ibridazione elettronica, mentre loro restavano fedeli a un suono organico, suonato, radicato nella tradizione. Il disco successivo, Avrakadabra del 2017, conferma quella cifra e ottiene a sua volta una nomination ai Grammy, portando la band su palchi sempre più grandi. Il singolo Selah, con il suo video diffuso in quel periodo, è il manifesto perfetto della loro scrittura: roots reggae lucido, melodico, capace di parlare sia alla platea dei puristi sia a chi scopre il genere per la prima volta.

Le tre date italiane del luglio 2019

L'annuncio originale parlava di tre date italiane a luglio, descritte come assolutamente da non perdere. Tra queste figurava l'appuntamento del 20 luglio 2019 al Bababoom Festival di Marina Palmense, nelle Marche, uno dei raduni reggae più amati della stagione estiva italiana. Era il formato ideale per una band come i Morgan Heritage: il festival all'aperto, il pubblico che canta, il roots reggae che si sposa con l'aria della sera. Quella stessa estate il calendario del dominio segnalava anche i Sud Sound System al Jamrock Festival di Vicenza il 19 luglio, due serate consecutive che danno la misura di quanto la scena reggae italiana fosse viva in quel periodo.

Cosa resta di quel tour

Resta innanzitutto la conferma di un legame tra il reggae giamaicano e il pubblico italiano che non è mai venuto meno. Le tre date del 2019 hanno portato Avrakadabra e i classici della band davanti a platee che conoscevano i ritornelli a memoria, in una stagione che vedeva girare per l'Italia anche altri nomi storici della scena. Per chi oggi cerca di capire la geografia del genere nella penisola, la lettura naturale continua con la storia del reggae in Italia, il lungo racconto di come il genere si è radicato qui. Chi invece ama il versante salentino della questione trova nei Caracas e nella Notte della Taranta le altre facce del ritmo in levare.

La lezione dei Morgan Heritage

La lezione che i Morgan Heritage hanno lasciato, dentro e fuori dal palco, è che il reggae contemporaneo non ha bisogno di scegliere tra memoria e attualità. Una band può suonare come suonava il roots dei dischi classici e allo stesso tempo parlare di oggi, vincere premi, riempire festival e rimanere leggibile anche per chi di reggae non sa nulla. È la stessa qualità che riconosciamo, in chiave diversa, ai tour di Junior Kelly e agli altri ritratti custoditi in questa sezione del magazine.

Per approfondire la discografia e la storia del gruppo: la voce Wikipedia dedicata ai Morgan Heritage.