Suoni del Mondo
Caracas
I Caracas, il progetto strumentale di Valerio Corzani e Stefano Saletti: world music dal Mediterraneo con il ritmo in levare.

Il 20 gennaio 2016 la pagina originale di questo dominio annunciava l'ingresso dei Caracas nel roster dell'agenzia. La descrizione parlava di un viaggio strumentale nella sperimentazione di una nuova world music, con il Mediterraneo come punto di partenza e il ritmo in levare come filo conduttore. A distanza di anni, quel progetto resta uno degli esempi più limpidi di come la musica italiana abbia saputo parlare con il mondo senza perdere la propria voce. Questa pagina restaurata racconta chi sono i Caracas e perché il loro nome merita di restare.
Due musicisti, una vita di progetti
I Caracas nascono dall'incontro tra Valerio Corzani e Stefano Saletti, due figure che la musica italiana indipendente conosce da decenni. Corzani ha attraversato progetti come i Mazapegul, i Mau Mau, gli Ex e gli Interiors, portando ovunque una curiosità che va dal rock alla world. Saletti, anima dei Novalia e della Piccola Banda Ikona, ha costruito gran parte del suo lavoro sulla musica del Mediterraneo, dai Cafè Loti alla Sete Sois Sete Luas Orchestra. Metterli insieme significava far convergere in un unico progetto due biblioteche musicali intere.
Una world music tutta italiana
Il progetto Caracas si definisce strumentale, e questa scelta non è un dettaglio. Togliere le parole significa lasciare che siano gli strumenti a raccontare: chitarre, bouzouki, percussioni a cornice, bassi che marciano sul levare. Il risultato è una musica che somiglia al Mediterraneo reale più che a quello dei depliant turistici: un mare attraversato da rotte sonore che collegano la costa adriatica all'Africa del nord, i porti greci alle feste di paese del sud Italia. Il ritmo in levare, lo stesso che regge il reggae, diventa qui la grammatica comune di tutto il viaggio.
Il legame con la scena salentina
Non è un caso che un progetto come i Caracas sia entrato nel roster di un'agenzia che lavorava soprattutto con il reggae. Il filo tra la world music strumentale e il reggae salentino è diretto: la stessa idea di mescolare tradizione e modernità, la stessa terra d'origine per molti dei musicisti coinvolti, lo stesso pubblico che affolla le feste estive. Chi ama i Sud Sound System riconosce nei Caracas la versione strumentale di quella stessa attitudine, e chi si avvicina alla Notte della Taranta trova nella pizzica la radice comune.
Perché il progetto conta ancora
A rileggere oggi quella pagina di gennaio 2016, colpisce la precisione con cui il progetto era descritto: non una band, non un album, ma un viaggio. I Caracas sono la dimostrazione che la world music italiana non è una moda importata, ma una pratica artigianale costruita da musicisti che hanno passato la vita a imparare gli strumenti degli altri e a farli suonare come se fossero sempre stati nostri. È un modello che continua a ispirare le nuove formazioni di musica mediterranea.
Dove andare da qui
Il percorso naturale per chi ha apprezzato questa storia passa per la sezione suoni del mondo, che raccoglie gli altri progetti della stessa famiglia. Chi invece vuole risalire alla scena reggae trova i ritratti dei Morgan Heritage, di Junior Kelly e la grande storia del reggae in Italia. E per un salto nel post rock italiano che viene dal cinema, il ritratto dei Mokadelic è la lettura consigliata.
Per inquadrare il genere in cui il duo si muove: la voce Wikipedia sulla world music.