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Scena Reggae

Gruppi e cantanti reggae italiani

Dagli Africa Unite di Pinerolo ai Boomdabash del Salento: i gruppi e i cantanti reggae italiani, con città, anno di esordio e dischi da cui partire.

Un cantante con i dreadlocks canta a occhi chiusi in una cantina con la volta di mattoni, accanto a un percussionista ai djembe e a un contrabbassista, sotto lampadine dalla luce calda
Un cantante con i dreadlocks canta a occhi chiusi in una cantina con la volta di mattoni, accanto a un percussionista ai djembe e a un contrabbassista, sotto lampadine dalla luce calda

I gruppi reggae italiani da conoscere partono da Pinerolo, dove gli Africa Unite nascono nel 1981, e arrivano ai Boomdabash del Salento, saliti sul palco di Sanremo nel 2019. In mezzo ci sono i Pitura Freska di Venezia, i Sud Sound System, gli Almamegretta e i 99 Posse di Napoli, i Radici nel Cemento del litorale romano e una voce nata a Marsala e trasferita in Giamaica nel 2001: Alborosie. Questa guida li mette in fila con la città, l'anno di esordio e il disco o il momento da cui conviene partire.

Quali sono i gruppi reggae italiani più importanti?

Una classifica ufficiale non esiste, e ogni appassionato ha la sua. Ci sono però nomi che tornano in tutte le ricostruzioni della scena, perché hanno pubblicato dischi, girato i festival e influenzato chi è venuto dopo. La tabella li ordina per anno di nascita, dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Sardegna.

Gruppo o artistaDa doveEsordioIl tratto distintivo
Africa UnitePinerolo, Torino1981In italiano dal 1993, trent'anni di carriera festeggiati nel 2011
Pitura FreskaVenezia1987, sciolti nel 2002Testi in veneziano, Sanremo 1997
Sud Sound SystemSalento1988Dialetto salentino e pizzica dentro i riddim
AlmamegrettaNapoli1988Dub, trip hop e canzone napoletana
99 PosseNapoli1991Nati nel centro sociale Officina 99
Radici nel CementoFiumicino, litorale romano1993Reggae con venature dub e ska
Reggae National TicketsBergamo1993, sciolti nel 2000La prima band di Alborosie
AlborosieMarsala, poi KingstonSolista dal 2003In Giamaica dal 2001, produttore a Kingston
BoomdabashMesagne, Brindisi2002Nati come sound system, Sanremo 2019
Train to RootsSassari2004Tre voci in formazione dal 2010
Mellow MoodPordenone2005 circaI gemelli Garzia, primo album nel 2009
Mama MarjasSanteramo in Colle e TarantoPrimi singoli nel 2007Dal sound system lucano Kianka town

La geografia dice già molto. Il reggae italiano non ha una capitale unica: è cresciuto in provincia, nei centri sociali e nelle feste di paese, e ogni città lo ha piegato al proprio accento. La storia del reggae in Italia raccontata da questo magazine ricostruisce il contesto, dal concerto di Bob Marley a San Siro alle posse degli anni Novanta; qui contano le band e le voci.

Qual è il primo gruppo reggae italiano?

Un atto di nascita ufficiale del reggae italiano non c'è, ma tra le band che hanno lasciato dischi gli Africa Unite sono tra le prime. Nascono a Pinerolo, in provincia di Torino, nel 1981, con il nome Africa United, da un'idea di Bunna e Madaski, per una serata in omaggio a Bob Marley: il nome viene proprio da una sua canzone. Per qualche anno il gruppo vive a fasi alterne, poi nel 1987 autoproduce il mini LP Mjekrari, che lo porta ad aprire il concerto romano di U Roy.

La svolta arriva nel 1993 con Babilonia e poesia, il primo album cantato quasi interamente in italiano. Da lì la band attraversa i decenni: nel 2011 festeggia i trent'anni di carriera con il libro Trent'anni in levare, firmato dai due fondatori, e con una tournée europea. La cronologia dei dischi e delle formazioni è raccolta nella voce di Wikipedia sugli Africa Unite.

Perché tanti gruppi reggae italiani cantano in dialetto?

Perché in Italia il reggae è arrivato soprattutto come musica di territorio. Cantare nella lingua di casa era il modo più diretto per raccontare il proprio quartiere su un ritmo nato a Kingston, e diversi gruppi lo hanno fatto in modo sistematico, ciascuno con la propria lingua.

A Venezia i Pitura Freska, attivi dal 1987 al 2002, scrivono quasi sempre in veneziano. Il loro primo successo, Pin Floi, racconta in prima persona il concerto dei Pink Floyd per la festa del Redentore del 1989, visto da chi non riuscì nemmeno ad avvicinarsi al palco. Nel Salento i Sud Sound System usano per la prima volta il loro nome nell'estate del 1988, quando organizzano dancehall in case private, spiagge e masserie abbandonate, ed esordiscono su disco nel 1991 con il 12 pollici Fuecu/T'à sciuta bona, in dialetto salentino. Il ritratto dei Sud Sound System segue la loro strada dal Salento fino all'Australia.

A Napoli il reggae incontra la lingua e la canzone della città. Gli Almamegretta, formati nel 1988 e rifondati nel 1991 con la voce di Raiz, mescolano dub, trip hop e canzone napoletana: il loro primo album, Animamigrante, vince la Targa Tenco come miglior opera prima nel 1994, e nel 1995 esce il loro remix di Karmacoma dei Massive Attack. I 99 Posse nascono nel 1991 dentro il centro sociale occupato Officina 99; il primo album, Curre curre guagliò, del 1993, accompagna il film Sud di Gabriele Salvatores e ottiene la Targa Tenco per il miglior contributo in dialetto. Sul litorale romano, a Fiumicino, i Radici nel Cemento cominciano nel 1993 con il nome Roots in concrete e pubblicano il primo disco nel 1996, tra reggae, dub e ska.

Chi è il cantante reggae italiano che vive in Giamaica?

È Alborosie, nome d'arte di Alberto D'Ascola, nato a Marsala il 4 luglio 1977 e cresciuto in provincia di Bergamo. In Italia era conosciuto come Stena, voce e fondatore dei Reggae National Tickets, la band bergamasca attiva dal 1993 al 2000 che nel 1998 aveva vinto al Rototom Sunsplash il premio Reggae Italian Ambassador. Lasciato il gruppo, nel 2001 si trasferisce a Kingston, cambia nome e comincia realizzando basi per altri artisti.

Il primo singolo da solista, Dash Me Away, esce nel 2003; il primo album, Soul Pirate, nel 2008. Il 5 ottobre 2011, a Glasgow, vince il premio Best Reggae Act ai MOBO Awards. La sua è la parabola opposta a quella dei gruppi in dialetto: invece di portare il reggae nella lingua di casa, Alborosie ha imparato il patois giamaicano e si è inserito nella scena di Kingston dall'interno.

Un musicista anziano con i dreadlocks grigi e un ragazzo ridono seduti sui gradini di pietra dietro un palco all'aperto, una tromba appoggiata sulle ginocchia, nella luce calda del tardo pomeriggio
Due generazioni sui gradini dietro un palco estivo all'aperto, con una tromba appoggiata sulle ginocchia.

Chi sono i nomi delle generazioni più recenti?

Dopo gli anni Novanta la scena si allarga e cambia suono. A Mesagne, in provincia di Brindisi, i Boomdabash nascono nel 2002 come sound system, diventano una band a tutti gli effetti con il primo disco, Uno, del 2008, e portano il reggae nel pop delle radio: nel 2020 Karaoke, inciso con Alessandra Amoroso, diventa il loro primo numero uno nella classifica dei singoli. A Sassari i Train to Roots si formano nel 2004 e due anni dopo vincono il premio come miglior gruppo italiano all'European Reggae Contest organizzato dal Rototom Sunsplash.

A Pordenone i gemelli Jacob e L.O Garzia fondano i Mellow Mood intorno al 2005. Il loro esordio, Move!, esce nel 2009 senza etichetta né distributore, prodotto da Paolo Baldini, che li segue anche nei dischi successivi per La Tempesta; con Twinz, nel 2014, arrivano sui palchi del Rototom Sunsplash, del Summerjam e dello Sziget. In Puglia è cresciuta Mama Marjas, una delle voci femminili della scena: Maria Germinario, nata a Santeramo in Colle nel 1986 e legata a Taranto, ha cominciato come MC nel sound system lucano Kianka town e nel 2012 ha inciso con Miss Mykela l'album We Ladies, missato da Adrian Sherwood.

Le generazioni si parlano. Nel 2010 Rootz, il disco con cui gli Africa Unite tornavano alle sonorità roots, ospitava tra gli altri Alborosie, Mama Marjas e i Mellow Mood: tre decenni di reggae italiano nella stessa scaletta.

Quali gruppi reggae italiani sono andati a Sanremo?

Pochi, ma il festival ha segnato la loro storia. I Pitura Freska portano all'Ariston Papa nero nel 1997, cantata da Sir Oliver Skardy e Marco Forieri, nel biennio del loro maggiore successo di pubblico. Gli Almamegretta partecipano al Festival di Sanremo 2013 con Mamma non lo sa e Onda che vai, chiudendo al quattordicesimo posto. I Boomdabash arrivano al 69º Festival, nel 2019, con Per un milione e si classificano undicesimi.

Sanremo resta un'eccezione: la casa di questi gruppi sono i palchi estivi, i centri sociali e le piazze, dove il reggae italiano è nato e dove si ascolta ancora oggi.

Dove si possono ascoltare dal vivo oggi?

Molti di questi nomi sono ancora in giro. Nell'estate 2026 il Bababoom Festival di Marina Palmense aveva in cartellone i Mellow Mood e, nella serata di chiusura, i 99 Posse; al Reggaeland Summer Fest di Barletta, il 2 agosto, ha cantato Bunna degli Africa Unite. Le date cambiano ogni anno, ma i periodi e le formule dei raduni sono raccolti nella guida ai festival reggae in Italia. Per i concerti nei club e nei palasport vale la regola di sempre: le date si verificano sui canali ufficiali delle band.

Domande frequenti

Qual è il gruppo reggae italiano più famoso?

Dipende dal criterio. Per storia e continuità il riferimento sono gli Africa Unite, attivi dal 1981. Per successo nelle classifiche pop ci sono i Boomdabash, che nel 2020 hanno portato Karaoke al primo posto dei singoli. Fuori dall'Italia il percorso più particolare è quello di Alborosie, trasferito in Giamaica nel 2001 e premiato ai MOBO Awards nel 2011.

Quali gruppi reggae italiani cantano in dialetto?

I Sud Sound System cantano in salentino, i Pitura Freska scrivevano in veneziano, i 99 Posse hanno vinto una Targa Tenco per il miglior contributo in dialetto e gli Almamegretta intrecciano la canzone napoletana con il dub. È uno dei tratti più riconoscibili del reggae italiano, nato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta.

Quali sono i gruppi reggae italiani più recenti?

Tra quelli nati dopo il 2000 ci sono i Boomdabash di Mesagne, del 2002, i Train to Roots di Sassari, del 2004, e i Mellow Mood di Pordenone, nati intorno al 2005. Mama Marjas, pugliese, pubblica i primi singoli nel 2007 e i primi album tra il 2009 e il 2012.