Vai al contenuto
Wayout LiveIl magazine delle musiche dal vivo

Artisti e Tour

Lou Rhodes, dai Lamb all'Italia

Lou Rhodes, la voce dei Lamb, in Italia a novembre 2016 con Theyesandeye: folk, jazz e cori ipnotici nella data romana.

A female folk singer with an acoustic guitar in a candlelit club before an intimate seated audience.
A female folk singer with an acoustic guitar in a candlelit club before an intimate seated audience.

Il 10 ottobre 2016 la pagina originale di questo dominio annunciava una data speciale: Lou Rhodes, la voce dei Lamb, sarebbe arrivata a Roma il 22 novembre per presentare il suo quarto album solista Theyesandeye. La descrizione parlava di una miscela di jazz e folk, irrequieta e onirica, attraversata da cori a effetto ipnotico. Era il ritratto di una cantautrice che, oltre a essere la metà vocale di un duo storico del trip hop, aveva costruito una carriera solista tutta sua. Questa versione restaurata ripercorre quella storia.

Dai Lamb alla carriera solista

I Lamb, il duo formato da Lou Rhodes e Andy Barlow a Manchester a metà degli anni Novanta, sono stati uno dei nomi più originali della scena trip hop inglese. Il loro suono univa l'elettronica nervosa di Barlow alla voce calda e letteraria di Rhodes, e dischi come Lamb e Fear of Fours restano classici del genere. Quando il duo ha attraversato le sue pause, Lou Rhodes ha preso la strada della scrittura in proprio, e ha cominciato a pubblicare album solisti che di elettronica hanno poco e di cantautorato molto: Beloved One, Bloom, One Good Thing, fino a Theyesandeye.

Theyesandeye, il quarto album

Il disco che Lou Rhodes portava in Italia nel novembre 2016 era Theyesandeye, il suo quarto lavoro da solista. La descrizione originale lo definiva una miscela di jazz, folk, irrequieto e onirico, con cori a effetto ipnotico: una formula che rende bene l'idea di un album che non sta fermo un secondo, fatto di strumenti acustici, arrangiamenti aperti e una voce che sa quando trattenersi. Non è un disco da ascolto distratto, è di quelli che chiedono attenzione e la ripagano.

La data romana del 22 novembre

La serata romana del 22 novembre 2016 era annunciata come un'occasione unica, e per chi conosce il percorso di Lou Rhodes lo era davvero. Una cantautrice che in Italia ha sempre avuto un pubblico fedele ma mai enorme, il formato perfetto per un club o un teatro piccolo, con la platea seduta e il silenzio giusto. Il tour di quel periodo la portava in Europa con una formazione ridotta, lasciando che fossero le canzoni a riempire lo spazio. Nella stessa stagione il dominio seguiva anche l'arrivo di Tricky con Skilled Mechanics, altro nome della scena di Bristol, e la presentazione dei Mokadelic.

Una voce che ha attraversato i generi

Quello che rende Lou Rhodes una figura interessante da raccontare è la sua capacità di muoversi tra mondi: dal trip hop dei club al folk da teatro, dall'elettronica dei Lamb al cantautorato dei suoi album solisti, senza mai sembrare fuori posto. In un'epoca in cui la musica dal vivo tendeva a dividersi tra i grandi eventi e i dj set, artisti come lei ricordavano che esisteva una terza via: il concerto raccolto, la canzone al centro, la voce che basta.

Dove continuare la lettura

La sezione artisti e tour custodisce gli altri ritratti passati da questo dominio, dagli Hooverphonic con la loro svolta orchestrale ai Mokadelic e il loro post rock da colonne sonore. Chi invece vuole capire come si organizza oggi un concerto trova nella sezione vivere i concerti la guida alle prevendite e ai biglietti, mentre la memoria del Save the Children Reggae Festival mostra un altro modo in cui la musica dal vivo è stata protagonista su queste pagine.

Per approfondire il percorso solista della cantante: la voce Wikipedia dedicata a Lou Rhodes.